venerdì , Ottobre 7 2022

Le PMI e la corsa alla digitalizzazione

La digitalizzazione aziendale è oggi una priorità essenziale per tutte le piccole e medie imprese italiane. La trasformazione digitale della propria azienda infatti gioca un ruolo fondamentale nell’incremento della produttività e nel mantenimento di un livello competitivo all’interno del mercato. Introducendo nuove tecnologie e sviluppando un modello di business più moderno, non ci si limita solo a seguire la direzione dell’economia mondiale, stando al passo con i cambiamenti, ma soprattutto ad aumentare il rendimento della propria impresa e abbassare i costi superflui.

Vero è, però, che il tema della digitalizzazione aziendale, nonostante sia ben noto ed emergente, comprende un ampio spettro di tecnologie e per questo spesso può suscitare perplessità e confusione. In particolare per le piccole e medie imprese, che devono già misurarsi con un mercato internazionale sempre più competitivo, la sfida della digitalizzazione si presenta come un possibile ulteriore scoglio da affrontare.
In realtà, una volta fatta chiarezza sulle modalità di cambiamento e su cosa essa implichi per le piccole aziende, la trasformazione digitale porta realmente un beneficio in relazione ai guadagni e allo sveltimento dei processi lavorativi.

Prima di tutto, bisogna capire che questo processo di trasformazione può avere successo solo se si attua attraverso una partecipazione da parte dell’intero team aziendale. Ovvero, il cambiamento deve avvenire tramite la condivisione delle soluzioni e il coinvolgimento del personale, sempre ovviamente supportato dalla spinta motivazionale del vertice dirigenziale. Senza questi elementi di supporto l’introduzione di nuove tecnologie non può essere effettiva poiché’ incontrerebbe solamente un generale discontento tra i dipendenti, costretti ad apprendere nuovi strumenti e conoscenze senza avvertirne un reale beneficio.  
Resta il fatto che la digital transformation è un processo di cambiamento non solo sul piano digitale ma anche su quello manageriale, sociale e organizzativo. Si tratta di adottare sistemi di sveltimento che possano migliorare il generale andamento e la produttività dell’azienda.
Purtroppo non esiste ad oggi un modello di digitalizzazione valido per tutte le aziende o una checklist da seguire. Il motivo principale risiede nel fatto che ogni piccola o media impresa ha dinamiche a se stanti e priorità differenti. Prima di intraprendere un qualsiasi passo verso la modernizzazione della propria azienda è quindi buona regola creare un quadro di assestamento per capire a che punto si trova l’impresa e quali sono gli obiettivi primari che si vogliono raggiungere.  

Se da un lato vi sono necessità differenti a seconda del settore in cui ogni PMI opera, dall’altro si possono delineare delle chiavi comuni nel processo di digitalizzazione.
Tra queste, per esempio, una grande importanza va attribuita ai metodi innovativi per registrare e gestire le spese aziendali. Grazie all’utilizzo di app e carte prepagate destinate a diversi utenti ma collegate alla stessa impresa, si possono sveltire i processi di amministrazione dei flussi di denaro e avere un quadro generale della situazione in tempo reale. Il considerare strumenti nuovi nella gestione delle spese, aiuta anche nel processo di fatturazione che viene accelerato grazie alla raccolta istantanea dei dati digitalmente conservati e facilmente rintracciabili.

Senza contare che la trasformazione digitale, in alcuni casi, non è più optional, come per la e-fattura che a partire da gennaio 2019 è diventata un obbligo per tutti i possessori di partita Iva. Nonostante l’imposizione abbia riscontrato numerosi malcontenti iniziali, la e-fattura si presenta come un passo rivoluzionario nell’adozione di sistemi digitali per registrare e inviare dati, non solo fiscali. L’obbligo vale anche per il carburante utilizzato per fini lavorativi. Se si vuole oggi accedere alla detraibilità Iva, oggi è obbligatorio pagare con mezzi tracciabili e possedere una fattura elettronica. Per questo nuove soluzioni, come le carte prepagate per il carburante, possono aiutare a mantenere il costo del rifornimento separato dalle altre spese e facilitarne quindi la raccolta dei dati ai fini fiscali.  

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