sabato , Aprile 20 2024

Un uomo per bene stupra una disabile

Un uomo per bene, un indefesso lavoratore con un forte senso del dovere; un marito devoto, padre di un bambino, stupra una disabile approfittando del lockdown. Questo è successo all’Oasi di Troina. L’uomo ha confessato il suo misfatto. Ha confessato perché la donna è incinta e sarebbe stato facile risalire a lui altrimenti avrebbe continuato la vita di uomo per bene perché la vergogna si palesa solo se viene scoperta la colpa. A Federica Panicucci l’avvocato dell’uomo indagato ha detto che “bisogna verificare, non è detto si tratti d stupro. Queste persone (disabili) cercano sempre affetto”. Quest’uomo ha distrutto la credibilità di un centro di eccellenza, la sua famiglia e la famiglia della gravida, che dovrà anche interrogarsi sul futuro del nascituro. Secondo il report della Polizia di Stato ogni 10 minuti, nel nostro Paese, una donna viene violentata, quasi sempre da un conoscente che le vede e la pensa come una cosa da usare. Non esiste una cultura di genere o un piano nazionale antiviolenza, esiste solo il 25 Novembre per dimostrare orrore e impotenza. Un report Istat afferma che il 39,3% della popolazione pensa che una donna possa sottrarsi a un rapporto sessuale se non lo vuole cioè si pensa che siano le donne a porsi in condizioni di pericolo: qualunque cosa ti succeda è perché l’hai voluto, te la sei cercata. Ancora i dati Istat dicono che il 23,9% degli intervistati crede che siano le donne a indurre, per il loro modo di vestire, la violenza sessuale e almeno il 6,2% del campione, pensa che le donne serie non vengano violentate. In un contesto maschilista come il nostro, la mentalità predatoria, quella dell’uomo cacciatore, è imperante. Questo clima spinge un uomo ha usare un corpo senza scrupoli perché gli tocca, perché così gli è stato insegnato perciò a quanti si strappano i capelli per lo stupro di Troina ricordo, che è già successo e succederà ancora se non si cambia la cultura e inaspriscono le pene.

Gabriella Grasso


Lo sportello Antiviolenza Diana Enna, dell’Associazione CO.TU.LE.VI, condanna con forza le gravi dichiarazioni rese questa mattina, durante la trasmissione televisiva “Mattino 5” dall’Avv. Eliana Maccarrone
(nella foto), difensore dell’indagato coinvolto nella vicenda della violenza sessuale ai danni della ragazza disabile ospite dell’Oasi Maria SS di Troina. E’ inaudito che si possa giustificare l’immane violenza compiuta in nome della “provocazione”, concetto già inaccettabile di per sé ed ancor più in questo caso che vede come vittima una ragazza affetta da grave disabilità psichica. E’, inoltre, scandaloso affermare che i disabili avendo bisogno di “affetto”, anche se privi della minima capacità di discernimento, possano acconsentire ad un qualsivoglia rapporto sessuale. Quanto accaduto danneggia l’immagine dell’Avvocatura tutta, impegnata, quale parte della società civile, nella difesa dei diritti, sempre nel rispetto dei principi della dignità e del decoro professionale. Si segnala infine, che l’attività di indagine è scaturita dalla denuncia presentata da un Avvocato alla Squadra Mobile della Questura di Enna.
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“Subito telecamere nelle strutture che ospitano anziani, disabili e bambini. Una ragazza con disabilità intellettiva di Enna è stata abusata da un operatore sanitario durante il lockdown. È inaccettabile! La ragazza, rimasta incinta. Per questo mostro disgustoso chiedo la galera a vita e nessuno sconto di pena. Dobbiamo agire subito perché fatti così gravi non si ripetano. La Lega da tempo ha presentato una legge per installare telecamere in tutte le strutture che ospitano disabili, anziani e bambini, ma questo governo l’ha bloccata. Per questo ho presentato un’interrogazione chiedendo al governo di dar seguito alla nostra Pdl affinchè situazioni tanto gravi come quella di Enna possano essere contrastate. Mi aspetto una risposta concreta. Abbiamo rinunciato a molte delle nostre libertà personali ed è vergognoso che non si abbia il coraggio di fare un passo fondamentale per tutelare la vita dei più fragili”. Così la deputata Alessandra Locatelli, responsabile nazionale del Dipartimento Disabilità della Lega.

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