lunedì , Aprile 15 2024

Di Pietro vince e convince

Sì, il rieletto Sindaco di Enna Maurizio Di Pietro, nel vincere ha anche convinto e il fatto ha il sapore di una rivincita perché la scorsa volta non fu Di Pietro a vincere, ma fu Crisafulli a perdere. Stavolta Di Pietro vince e pure bene, per almeno due ragioni. La prima perché in questi 5 anni la sua Amministrazione ha lavorato in tutte le direzioni grazie ad una sana competizione tra gli Assessori, animati dalla volontà di fare meglio degli altri. La seconda ragione sta nell’assenza di alternativa politica. Lo schieramento di forze politiche opposte non ha perso solo in questa competizione elettorale durata appena un mese, avendo già perso durante i cinque anni di consigliatura. Non si è mai sentita la voce dell’opposizione né in termini di seria attività di controllo e ispezione né in termini di proposte d’indirizzo politico. L’originaria maggioranza consiliare di opposizione si è infatti presto frantumata, diventando minoranza non solo numerica. E questo non poteva non pesare nella fase elettorale in cui ogni forza politica deve presentare ai cittadini il proprio fatturato. Nè si poteva sperare più di tanto nella candidatura del bravo e coraggioso Dario Cardaci, fortunatamente ricompensato dal legislatore con l’attribuzione del seggio di consigliere comunale. Così come non poteva sortire magici effetti la polemica sollevata ad arte sui concorsi del Comune e dell’ASP, questione più gestionale che politica. Per essere convincente e fare presa sull’elettorato, un’alternativa politica si costruisce nel tempo e nel territorio. In politica le proposte estemporanee hanno poche chances di successo, soprattutto allorquando queste non rappresentano la sintesi di un progetto.

Adesso, però, spetta a Di Pietro convincere anche coloro che si aspettano di più dal Sindaco di Enna. Al Comune di Enna è infatti rimessa una funzione di interpretazione e selezione dei bisogni che ha carattere generale e che, proprio per questo motivo, deve potersi realizzare attraverso la costante comunicazione tra ordinamento e rapporti sociali. Ne deriva un ruolo rappresentativo del Comune che non può essere esaurito nel solo campanile o tantomeno essere isolato a singole funzioni comunali. Di Pietro è stato bravo ad amministrare il Comune ma adesso è chiamato a governare la Città, e per fare questo deve recuperare il ruolo politico ed istituzionale di capoluogo di provincia e ciò a prescindere dal mostro istituzionale che ha creato il legislatore. Così come urgente è la richiesta di mirate politiche di aggregazione territoriale per arginare il fenomeno della desertificazione delle aree interne. Il fenomeno, di inaudita gravità, ci ricorda tanto la famosa esclamazione di Tito Livio: “Mentre a Roma si discute, Sagunto è espugnata”.

Massimo Greco

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