lunedì , Aprile 15 2024

La dirigenza pubblica in tempo di COVID

La dirigenza pubblica in tempo di COVID
di Massimo Greco

La qualità di una classe dirigente si misura nei momenti storici più difficili, ma il livello di responsabilità non è per tutti lo stesso. A differenza della componente privata, quella pubblica non può permettersi strafalcioni nell’esercizio delle funzioni pubbliche ad essa affidate. La Pubblica Amministrazione è infatti determinante per la reputazione e quindi per l’affidabilità dello Stato, requisiti che, a loro volta, hanno grande rilevanza dal punto di vista economico. La P.A. è pertanto organizzata in modo da tutelare la “salus” di tutto il contesto lavorativo, quindi dalla legalità all’etica di tale contesto e – tramite il lavoro pubblico – dalla legalità all’etica dello Stato, per dare migliore attuazione al disegno dei nostri Costituenti. E poiché i dipendenti pubblici sono gli strumenti attraverso cui si esprime la P.A., questi devono prestare tutta la loro opera nel disimpegno delle mansioni che sono state loro affidate, curando, in conformità delle leggi, con diligenza e nel miglior modo, l’interesse dell’Amministrazione per il pubblico bene. Ancora, nell’assolvimento delle loro funzioni, devono comportarsi conformemente all’etica professionale, cui è correlato il senso morale e dell’onore. Ma vi è di più, nei rapporti con il pubblico, il comportamento degli impiegati deve essere tale da stabilire completa fiducia e sincera collaborazione fra i cittadini e l’Amministrazione. Ma all’interno della P.A. sono i dirigenti pubblici ad essere chiamati a spingersi oltre l’organizzazione e la gestione efficiente del personale ed il mero raggiungimento dell’obiettivo assegnato, fino a contemplare la persona ed i propri valori, ivi compresi l’aspettativa di apertura dell’azione amministrativa ai cittadini ed il relativo coinvolgimento (anche solo attraverso la verifica di un effettivo gradimento del modo in cui è stata erogata la prestazione pubblica), come pure il rispetto dei “buoni costumi”. La gestione dirigenziale apparirà, pertanto, “finalizzata” complessivamente pure al benessere della comunità di riferimento.
Ora, se questo è il quadro normativo e valoriale di riferimento, alzi la mano chi, in questa delicata fase della nostra vita, si riconosce nell’attuale operato della P.A. in generale e nella dirigenza pubblica in particolare…!

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