martedì , Settembre 21 2021

Cerami (EN)

Cerami è unico comune della provincia ennese che ricade nel Parco dei Nebrodi, gode di un clima mite ed un paesaggio suggestivo che rendono gradevole il soggiorno.

È Comune di origine antichissima; come dimostrano i ruderi di edifici siculi, le urne cinerarie, gli oboli improntati dell’effige di Nettuno e di Giano, i simulacri di Cibele e le monete degli imperatori e dei re di Siracusa.

Nella parte alta della città si trova la Chiesa Madre, risalente al XVI sec. ed ampiamente rimaneg­giata nel 1925 anche nella facciata. Dal sagrato della chiesa di San Sebastiano si può ammirare tutto il paese che digrada lentamente verso la vallata.

In posizione dominante i ruderi del castello. La chiesa di San Benedetto conserva una scultura del Gagini ed una tela di Velasquez. Nei pressi di Cerami, oltre Portella dell’Obolo (1503 m. s.l.m.) si raggiunge l’area attrezzata di Sorgente Nocita, gestita dall’Azienda Foreste Demaniali.

Il nome Cerami è di origine ellenica ( III , IV secolo a. C.) ma la fondazione del paese risale a diversi secoli prima. L’inconfondibile impronta Ellenica è stata testimoniata dal rinvenimento di una necropoli allorquando si procedette agli scavi per costruire il monumento ai Caduti ubicato presso l’attuale Villa Comunale in Via Roma.
Alla colonizzazione Greca, si sono susseguite le colonizzazioni dei Romani, dei Bizantini e degli Arabi ai quali si deve la prosperità dell’attività agricola grazie al migliore utilizzo delle acque sorgive.
Fondamentale per le sorti di Cerami fù la presenza dei Normanni, con l’aiuto dei quali, Cerami, si liberò dal dominio Musulmano.
Era il 1063 quando scoppio la epica Battaglia che vide scontrare da un lato un numeroso esercito musulmano e dall’altro un piccolo esercito normanno guidato dal Conte Ruggero e da suo nipote Salone.
I Normanni sbaragliarono l’esercito nemico e per i Musulmani non vi fù scampo.
In seguito a Cerami si insediò un nucleo Lombardo proveniente da Milano. Indubbia traccia della presenza Lombarda è l’imponente impianto architettonico, risalente al XV secolo, cioè la Chiesa Madre, intitolata al Vescovo di Milano S. Ambrogio, il quale è il Santo Patrono.
Insieme a S. Ambrogio, viene venerato un altro Santo caro ai Milanesi, S. Sebastiano, che invece è il Santo Protettore. Inoltre numerose sono le chiese erette per custodire i simulacri dei Santi verso i quali gli abitanti di Cerami, tra il sacro e il profano, mostrano grande devozione.

Cerami dal greco cheramos, che al plurale fa cheramoi ossia antro o cavità nella roccia, ha origine remote risalenti ai Sicani del XIII secolo a.c. ed ai Siculi tra il XII e il IX a.c..Nel VII secolo a.c. si riscontra la presenza dei Greci, subendo nel IV e III secolo a.c. la civiltà ellenistico-romana. I Bizantini nel VI secolo d.c., sembra abbiano fondato Bizantina, la mitica città di Mersi. Tra il IX e X secolo d.c. gli Arabi, allontanando i Bizantini, si stanziarono, fra l’altro a Garàmi, costruendovi al monte Parco un castello che dominava l’intera vallata.

Diversi furono i villaggi realizzati all’epoca, fra i quali Rahai e un monastero in contrada Gargia. Nell’XI secolo giungono i Normanni. Ruggero, figlio di Tancredi, nella battaglia contro gli Arabi, costituì un presidio a Cerami nominando capo il nipote Serlone, protagonista della famosa battaglia di Cerami contro i musulmani. Dalla stirpe di Ruggero la Contea di Cerami passò alla famiglia lombarda degli Aleramici, poi ai Ventimiglia e ai Rosso.

Con gli Svevi il feudo passò agli Antiochia e successivamente agli Angioini e quindi agli Aragonesi. Particolarmente interessante si rilevò la dominazione Spagnola, sotto la quale iniziarono la costruzione delle chiese di Sant’Antonio e dell’Annunziata, oggi Carmine.

Con i Savoia il paese fu amministrato dal principe Domenico Camoli-Polizzi-Rosso e successivamente fino al 1780 dal principe Giovanni Rosso Paterno Castello. Con i Borboni, continuò la Cerami feudale, governata da Baroni e Principi, sino all’Unità d’Italia, quando si instaurano i primi consessi pubblici locali che si susseguono nei decenni successivi, subendo le vicende delle due guerre, della miseria, della disoccupazione, dell’emigrazione, sino ai nostri giorni. Cerami, è anche sito di importanti testimonianze archeologiche, rinvenute negli scavi effettuati nei decenni passati, soprattutto in contrada Rahai, dove sono stati rinvenuti, materiale ceramico, ansetti insellati, corni fittili, vasi di argilla acroma, una statuetta di Demetra o Cerere, dea che ha insegnato la coltivazione del grano.

Tant’è che si tramanda il rituale di mangiare la “cuccia”, ossia grano bollito durante la festa di Santa Lucia. Inoltre, sono state portate alla luce statuette, maschere teatrali di età ellenistica, documenti di culto del dio Dionisio, il dio del vino, da qui il culto di bere vino nelle “bippite” durante le processioni dei Santi, o usato cotto come ingrediente nei biscotti “cavatelli” e negli “gnucchittì”, conditi con mandorle tostate e tritate, zucchero e cannella. Tutti questi reperti, si trovano oggi nel museo dei Paterno Castello principe di Discari a Catania, ad Enna nel museo Alessi e a Siracusa al museo Paolo Orsi.

 

 

Come arrivare:

da Catania: via autostrada direzione Palermo, uscita Agira, S.P. Agira-Gagliano C.to-Troina, S.S. 120 Troina-Cerami

da Palermo: via autostrada direzione Catania, uscita Ponte Cinque Archi, S.P. Villarosa-Nicosia, S.S. 120 Nicosia-Cerami; via autostrada direzione Messina, uscita Santo Stefano di Camastra, S.S. 117 Mistretta-Nicosia, S.S. 120 Nicosia-Cerami

da Messina: via autostrada direzione Palermo, uscita Santo Stefano di Camastra, S.S. 117 Santo Stefano di Camastra-Mistretta-Nicosia, S.S. 120 Nicosia-Cerami

Cerami in breve
Cerami, è situato sul versante meridionale dei Nebrodi, immerso nel verde incontaminato, a poco più di 1000 m s.l.m.
Nella Chiesa di S.Benedetto si possono ammirare una scultura del Gagini e una tela del Velasquez.
Sul monte che domina le sottostanti case è stata ritrovata un’antica necropoli.
L’immagine di un leone scolpito sulla roccia fa da guardiano all’abitato sottostante.
Da Portella dell’Obolo (1503 m) si raggiunge la sorgente Nocita, un’area attrezzata e gestita dall’Azienda Forestale, ci si immerge nel verde dei boschi, dove godere rilassanti giornate.
Speciali tramonti si possono ammirare dall’immensa mole rocciosa e dai boschi delle Caronie, il patrimonio boschivo, ricco ed esteso, conta una moltitudine di querce, castagni e agrifogli. In queste aree trovano il loro abitat il coniglio selvatico, il falco pellegrino, la pernice e la poiana.
La “Gemma tra i monti”, come è stato definito Cerami, è l’unico centro dell’ennese compreso nel “Parco naturale regionale dei Nebrodi”.
Un centro rurale, che non ha cambiato la sua economia agricola, causata, anche, della lontananza delle vie di grande comunicazione e dagli itinerari turistici.
Il paesaggio è spesso sferzato, in inverno, dal vento di tramontana; la neve regolarmente lo imbianca.
La popolazione, oggi, è ridotta a circa 3000 abitanti.
Diverse le sorgive che contribuiscono ad alimentare il fiume Cerami, che dopo essere confluite con le acque del Salso, vengono versate nell’invaso artificiale del Lago di Pozzillo, in territorio di Regalbuto.
Ben cinque mulini ad acqua erano funzionanti. L’ultimo, il “Mulino Grande” è stato in piena attività fino agli sessanta.
La fiera del bestiame si svolge annualmente il 25 agosto.
La Settimana Santa è caratterizzata da tradizionali canti. Il più noto:’Popule Meus’, rievoca la passione di Gesù Cristo.
In contrada Raffo si possono ammirare i resti della necropoli greca, in località Raghali ruderi di epoca bizantina.
Per raggiungere il ponte Vecchio, sul fiume Cerami, percorrere la SS.120 direzione Nicosia, al bivio a sinistra direzione Gagliano. Scendere costeggiando il letto del fiume fino al moderno ponte in cemento.

Calendario delle principali feste religiose
Festa dell’Incontro il 26 maggio.
S.Antonio Abate, si celebra l’ultima domenica di luglio, il sabato precedente si svolge una sfilata di cavalli.
Madonna del Carmelo, seconda domenica di agosto.
S.Sebastiano, il 28 agosto la processione del Santo con una pesante “vara” da cui pendono colorati cordoni trattenuti dai fedeli. Il 27 cavalcata con gli animali riccamente bardati.
Madonna della Lavina, 7 e 8 settembre, processione per le vie del paese.

I prodotti
maccheroni caserecci al sugo;
asparagi;
formaggi;
ricotta;
salami e salsiccia;
pepe;
cerali, uva, olive;
bovini e ovini.

I prodotti tipici
Polenta ceramese (farina di rumaneddi)
‘cavatieddi atturrati’ (biscotti ricoperti di mandorle)

Produzione gastronomica
Cerami è una cittadina dove odori e sapori caratterizzano la storia del paese. La gastronomia locale è ricca di prodotti tipici, ineccepibili per genuinità, qualità e rispetto degli antichi metodi di realizzazione. Tra primi piatti, secondi, contorni e dolci di ogni genere c’è veramente tanta abbondanza da soddisfare l’insaziabile desiderio del gustare e del sapere del più esigente “visitatore”. Fra i formaggi primeggiano, la provola, il pecorino, il canestrate e la ricotta, ottenuti dal latte degli allevamenti estensivi e transumanti, che portano con sé gli odori ed i sapori dei pascoli incontaminati nebroidei.
Le carni e gli insaccati, la pancetta, il lardo pepato, il prosciutto crudo ed il capocollo di produzione locale, di cui sono apprezzati il particolare gusto e la squisita genuinità, rappresentano l’essenza dei prodotti primitivi. Il castrato, il capretto e le ‘stigghiole di lastra’, fanno parte di una tradizione culinaria che a Cerami non è mai scomparsa e sono proprio questi piatti che costituiscono le principali pietanze servite nelle trattorie e ristoranti locali. Fra i dolci primeggia il ‘caratello atturratu’, un prodotto da forno ottenuto dall’impasto di farina, nova e zucchero ed inzuppato in un liquido zuccherino di mandorle tritate, cannella ed essenze aromatiche.
Parecchi altri prodotti, tipici del luogo, possono essere gustati con altrettanta gioia per il palato del visitatore. Prodotti, tipo la polenta, il pane di casa, i maccheroni col buco, i peperoni paesani, gedi, carduna, cicoria, asparagi, cavoli, sorbe, gelsi, fichi d’assulicchiata da consumare sia freschi che secchi e altri ancora possono essere gustati nelle trattorie del luogo, che per la peculiarità della cucina ceramese, difficilmente possono essere reperiti sul mercato, sia per la qualità, sia per il metodo di produzione, sia ancora per la singolarità e rarità degli stessi.

 

The ancient sculptured image of a lion on the rock which guards the houses below, welcomes visitors arriving at Cerami via the main 120 road from Troina. A series of small roads, unchanged for centuries, seem to have been deliberately designed to take you directly to the church of San Sebastiano, from the parvis of which you see the town slowly exetending downwards and the countryside expanding over the horizon. From there, go up through the narrow streets of the old town centre, till you reach the main church dedicated to St. Ambrogio, situated on the highest point of the town. The prospectus of the recent construction (1925) conceals the 16th century construction, already restored in the 18th century. A little farther on you reach the castle, or rather what remains of it. Among the works of art on display are, a sculpture of Gagini and a painting of Velasquez kept in the beautiful church of San Benedetto. Cerami is the only district in the province of Enna which lies in the conservation area of the Nebrodi Park. On entering the Park, drive along the provincial road, or on foot, along the paths which lead into the woods, and you will find yourself in an inconceivable environment in Sicily. From Partella dell’Obolo (1503m above sea level) you can reach the stream of Nocita, a well equipped area run by the State Foresty Commission, where the green woods and fresh water are a relaxing break during the summer months.
It has been built by the Count Ruggero in the highest part of the town. There existed an inaccessible fortress dug in the sandstone. Widened by the several landlords that possessed it, this Castle is an effective example of Sicilian architecture of castles which is able to create an harmonic union between the part dug in the rock and the built part. This fortification till today constitutes one of the most interesting example of the Medieval Sicilian architecture of castle, characterized by the use of the natural irregularities as many architectural elements.

I SINDACI DEL COMUNE DI CERAMI DAL 1860
TESTUZZA Agostino – Presidente del Municipio 27-05-1860/30-03-1861
TESTUZZA Agostino – Sindaco 30-03-1861/21-07-1861
MICELI Giuseppe – Deleg. Governo 23-07-1861/07-09-1861
MONGIOJ Giuseppe – Deleg. Governo 08-09-1861/30-06-1864
DE ANGELIS Vito – Deleg. Governo 1864
VALENTI Andrea – Deleg. Governo 1864
TESTUZZA Agostino – Sindaco 1864
CASTELLANA Dr. Fernando – Sindaco 1864
CATALANO Gaetano – Sindaco 1864 – 1865
PRESTIFILIPPO Giovanni – Sindaco 1865 – 1866
ANELLO Giuseppe – F.F. 1866 – 1868
VALENTI Giuseppe – F.F. 1866 – 1869
CASTELLANA Fernando – F.F. 1868 – 1872
LOIBISO Angelo 28-10-1868/23-12-1868
CUTRONA Avv. Gaetano – Sindaco 1873 – 1880
STIVALA Avv. Antonino – Sindaco 1881 – 1882
ANELLO Avv. Giuseppe – Sindaco 1882 – 1884
RUSSO Not. Silvestro – Sindaco 1885 – 1895
CRAPANZANO Antonio – Sindaco 1896 – 1908
CONA Giacomo – Sindaco 1908 – 1910
CUTRONA Michele – Sindaco 1910 – 1912
SCHILLACI Dr. Antonio – Sindaco 1912 – 1916
RAGUSA Francesco – Comm. Prefettizio 1916
SPADARO Giuseppe – Comm. Prefettizio 1916
SCHILLACI Dr. Antonio – Sindaco 1916 – 1920
PRESTIFLIPPO Giovanni 1920 – 1921
LA PORTA Saverio – Comm. Prefettizio 1921
GUARNACCIA Rag. Salvatore – Comm. Prefettizio 1921
MACARONIO Avv. Carmelo – Regio Comm. 1921
MONDELLO Sebastiano – F.F. 1921
SAGGIO Avv. Ernesto – Podestà 1922 – 1929
SCHILLACI Dr. Giuseppe – Comm. Prefettizio 1929 – 1930
TESTUZZA Giuseppe – Comm. Prefettizio 1930 – 1931
TESTUZZA Giuseppe – Comm. Prefettizio 1931 – 1933
SCHILLACI Dr. Antonio – Comm. Prefettizio 1933
SCHILLACI Dr. Antonio – Podestà 1933 – 1943
DOSSENA Dr. Antonio – Comm. Prefettizio 1943
SUTERA Giuseppe – Comm. Prefettizio 1943
SCHILLACI Arc. Angelo 31-07-1943/05-08-1943
SCIACCHITANO Francesco – Sindaco 1943 -1944
MILAZZO Rag. Rosario – Comm. Prefettizio 1944 -1946
SUTERA Giuseppe 1946
TESTUZZA Antonino – Sindaco 1946 – 1952
SUTERA Giuseppe – Sindaco 1952 – 1956
PIRRELLO Avv. Giuseppe – Sindaco 1956 – 1960
PIRRELLO Avv. Giuseppe – Sindaco 1960 – 1965
SCHILLACI Avv. Michele – Sindaco 1965 – 1970
SCHILLACI Avv. Michele – Sindaco 1970 – 1975
MASCERA’ Antonio – Sindaco 1975 – 1979
AGOZZINO Prof. Rosario – Sindaco 1979 – 1980
SCHILLACI Avv. Michele – Sindaco 1980 – 1985
PROTO Luigi – Sindaco 1985 – 1990
PROTO Luigi – Sindaco 1990 – 1994
LOIBISO Michele – Sindaco 1994 – 1996
CUFFARO Dott. Silvio – Comm. Regionale 1996 – 1997
MARSALA Dott. Francesco – Comm. Regionale 1997 – 1998
RAGONESE Geom. Salvatore – Sindaco 1998 – 2008
PITRONACI Michele – Sindaco 2008 – 2018
CHIAVETTA Silvestro – Sindaco dal 10 giugno 2018

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