lunedì , Aprile 15 2024

Quando la politica è un mestiere…

Ognuno deve avere un ruolo in cui ha competenze”. Ormai da qualche settimana si parla di crisi di governo e delle intese ancora non raggiunte, ma occultamente già concordate. La comune riflessione sarebbe quella che la politica non è un mestiere”, ma ormai per i molti e per certi versi, lo è diventato. Storicamente, nella Roma Repubblicana, le cariche erano “elettive, gratuite, temporanee e collegiali. Il magister (Maestro), veniva eletto per non più di un anno, un po’ come la clausola di un solo mandato dei cinque stelle. Il limite del tempo, era dettato dal fatto che, protraendosi la carica per più di 12 mesi, poteva indurre a “tentazione” chi la ricopriva, tentazione, a crearsi una posizione di potere, e ciò era visto come una minaccia alla libertàdegli altri cittadini. Altro aspetto interessante era che, le cariche, non erano ricompensate in denaro, ma erano solo motivo di gratificazione personale e di prestigio per coloro che le rivestivano. Questo, perché lo scopo del fare politica era “fare il bene della collettività”. Il magister, durante la sua carica, non poteva essere rimosso in nessun caso, anche se era processato per atti illeciti, questo per la cosiddetta continuità di governo, un po’ come l’immunità parlamentare odierna, ma non accadeva mai. Infatti, al termine del mandato si ritornava ad essere comuni cittadini, perciò nelle condizioni di subire un processo per rispondere di azioni che erano state commesse quando si era in carica. Ecco, a volerci pensare bene, i 5 stelle bene avevano iniziato, per poi perdersi nei meandri delle promesse non messe. Fissare un  limite, delle volte, in cui potersi candidare per ricoprire cariche politiche, non dovrebbe  essere cosa decisa dai singoli partiti bensì fissato con “Legge della Repubblica”, inserito in codici etici di partiti o movimenti verranno disattesi o modificati, vedi esempio come sopra. Altra cosa che male non farebbe, dimostrare di avere già un lavoro prima della candidatura, lavoro con cui riesce a vivere, a prescindere dall’incarico politico. Ciò sarebbe un deterrente per tutti quei politici che fanno finta di avere un ideale politico, ormi raro, e che sgomitano per il classico cambio di casacca pur di essere rieletto. Non vengo rieletto? Torno al mio lavoro. Per il bene comune non per un comune bene. E vabbè magari una indennità pari al reddito percepito da comune cittadino!!!. “ E proprio perché la Politica non è un mestiere, non ha senso parlare di carriera politica”. Di contro troviamo coloro i quali affermano: “io non sono un politico e la politica non mi interessa”. Piaccia o no, tutto è politica tutto è disciplinato dalla Politica. Il nostro Parlamento fa le leggi tutti dobbiamo osservarle. All’interno ci stanno i politici quei politici che dovrebbero rappresentarci con una politica da poter scrivere con la P maiuscola, come a voler sottolineare quel rispetto che porta, o meglio che dovrebbe, portare ad ogni singolo cittadino. E invece, siamo costretti nostro malgrado a scriverla con la p minuscola, invischiata, contaminata, sporca. Ahh, troppo onesto sei non fare politica, stanne lontano… dando per esclusione che chi fa politica sia disonesto. Il pregiudizio, lo stigma del politico, della politica. Di contro ancora, ci si lamenta: del lavoro che manca, delle pensioni basse, della sanità che fa acqua, dei meriti non riconosciuti, delle tasse alte e dei furbetti sempre in agguato… Ma tutto quanto è direttamente proporzionale alla politica. Combattere la politica con il disinteresse comune, non fa del bene comune, non è per il bene comune, ma solo per il bene dei pochi. “La  politica è un’arte, l’arte di governare”. Chi non conosce quest’arte ha reso invisa la politica, sporca, bisogna ripulirla, igienizzarla, e non si può ottenere tale risultato senza fare nulla, restando inermi, avendo paura dei ricatti. Bisogna avere il coraggio e trovare il modo di portare avanti le proprie idee. Sono le idee che possono far paura e intimorire chi non vuole cambiamenti, o chi, consapevole del proprio fallimento tiene fumo nei propri pugni, buttandolo negli occhi di chi gli ha dato fiducia sperando nel cambiamento dell’altro. Le persone muoiono, gli ideali vivono per sempre. E’ necessaria una rivoluzione, una “Rivoluzione Culturale”. Cambiare mentalità, avere competenze, essere corretti, rispettare le regole dando l’esempio…. Ci vuole, la “Rivoluzione Culturale”……alcuni direbbero “i bummi c’ vor’nu”……

Anna Zagara

 

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