martedì , Aprile 16 2024

Franco Battiato. Davanti ai simboli rispettoso silenzio

È morto Franco Battiato, cantautore amato da tutti, di quei cantautori del quale non trovi nessuno in Italia che non conosca non tanto una sua sola canzone, ma almeno dieci. Le canzoni di Battiato sono sempre risultate qualcosa che si distaccava dall’andazzo commerciale. Erano, e sono, canzoni ragionate, pensate, con un, direbbero gli inglesi, background importante. In ultima analisi, originali e irripetibili. Perché i grandi sono grandi non soltanto quando sono originali ma quando diventano irripetibili e anche il plagio, per chi non è Battiato, è semplicemente una rozza scimmiottatura. Per noi siciliani la perdita è doppia perché perdiamo uno dei più valorosi figli di Sicilia che hanno dato lustro con la loro arte e il loro impegno (anche politico) a rendere migliore in maniera particolare questa Isola ormai sempre più abbandonata a sé stessa. Era una morte che ci coglie inaspettati anche se tutti noi sapevamo che il Maestro da diverso tempo non appariva più in pubblico. Ma anche la morte prevista lascia dolore e afflizione, un vuoto incolmabile. Oggi, prostrati tutti dinnanzi ad un funerale virtuale, ci siam messi a condividere testi di canzoni di Battiato. Cosa bella, giusta, corretta, forse un poco da compitino, perché dinnanzi ai simboli recitare a memoria un verso senza applicarsi, senza quel credere a quel verso, diventa solo esercizio acchiappa “mi piace” e nulla più. Per onorare, quindi, la morte di un simbolo, la cosa più corretta è innanzitutto un rispettoso e commosso silenzio dinnanzi a questo passaggio misterioso, momento solenne che rappresenta il compimento della nostra vita. Ricordare, ovviamente, quanto ha lasciato Battiato perché “Sol chi non lascia eredità d’affetti, poca gioia ha dell’urna”. Ma questo ricordo deve sfociare anche ad un invito, ad una convinzione sulla profondità di Battiato e dei suoi testi, un vero corpus filosofico, stile di vita che si può abbracciare per rendere migliore il mondo. Dopo aver fatto tutto ciò, dopo esserci resi conto che accanto al ritornello più o meno orecchiabile c’è tutto un mondo, dopo aver capito che Battiato non è da citare col mignolo all’insù per sentirci “colti”, solo allora potremmo osare di citare i testi che il Maestro ci ha lasciato.

Alain Calò

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