sabato , Aprile 20 2024

Cenone con “melanzana fallica” a Calascibetta

Calascibetta. Rischiava di finire male il cenone di fine anno organizzato in una campagna xibetana da due anziani coniugi desiderosi di brindare assieme a figli, nuore e nipoti, conseguenza del clima allusorio generatosi attorno ad alcune maldicenze di paese. Infatti, una delle due nuore era stata presa di mira negli ultimi mesi dal pettegolezzo che la etichettava particolarmente impegnata a frequentare il negozio di un locale rivenditore di frutta e ortaggi. Incurante di ciò, la signora, si era sempre trincerata dietro la ferma volontà di diventare vegetariana.
Consumato il prelibato cenone, e maturato il tradizionale brindisi, uno dei due figli esce dal cilindro, che aveva appositamente confezionato per l’occasione, una “melanzana fallica” per la quale chiede a tutti i commensali di alzarsi e di brindare alla sua salute. Tra i sentimenti che in pochi secondi s’incrociano in una miscela esplosiva, fa breccia quello più genuino, esplicitato dall’anziano capo-famiglia che, nell’imbarazzo unanime, si spinge in una dotta e pacifica omelìa.
Con lo stile di vita sempre più frenetico, in cui il tempo da dedicare a se stessi è sempre più limitato, per l’anziano signore la notte di San Silvestro può infatti rappresentare anche l’occasione per rispolverare il lato più sensuale della propria personalità, per riscoprirsi più sexy, per ricominciare da capo con nuovi presupposti. Pur di sciogliere il gelo delle tenebre che era calato sulla tavolata, il saggio signore – insegnate di lettere in pensione – si spinge anche a contestualizzare il particolare ortaggio, presentandolo storicamente come la migliore arma contro malocchio e pericoli di vario genere. Conclude poi ricordando che nella sfera religiosa romana il fallo, o fascinus, svolge un’indipendente funzione di guardiano dei luoghi, protettore della città, dei campi e delle singole case.
A quel punto, ripristinatasi temperatura e colore negli increduli ospiti, ringrazia il figlio per il gradito regalo, orgoglioso e soddisfatto di essere riuscito nell’impossibile missione di far credere che la “melanzana fallica” non era destinata alla vegetariana cognata ma alla tutela collettiva della famiglia.

Il Tulipano nero

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