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Aidone. Al museo ascensore guasto da 20 anni. Lettera aperta dello studente Catalano: “perché la cultura è di tutti, nessuno escluso”

Aidone. Dietro la porta dell’ascensore del museo archeologico regionale il cartello reca la dicitura “Guasto”. Non ci sarebbe nulla da ridire se si trattasse di un guasto momentaneo nell’attesa della necessaria riparazione. Solo che, ahimè, l’ascensore del museo non funziona da molto, molto tempo. Vent’anni, all’incirca. Il prestigioso museo, allestito nel convento dei Cappuccini, espone i prestigiosi reperti archeologici provenienti dal sito di Morgantina nelle vetrinette dislocate a piano terra e al primo piano. A causa dell’ascensore fuori uso, i visitatori che non riescono a salire le scale per raggiungere il piano superiore, rimangono con la visita a metà. Alessio Catalano, uno studente dell’istituto Agrario con ridotte capacità motorie, “denuncia” in una lettera aperta questa forzata limitazione. “In occasione di una visita guidata del museo -afferma Alessio- per la Giornata Internazionale della Guida Turistica, a cui la mia scuola ha partecipato, mi sono trovato impossibilitato a poter accedere al piano superiore, dove è esposta una parte importante della collezione. Non era la prima volta che visitavo il museo e non era la prima volta che sono stato limitato nella mia voglia di conoscere la storia più antica del mio paese”. Alessio ha inviato la sua lettera aperta alle istituzioni preposte, e non solo, affinchè la sua legittima richiesta venga presa in massima considerazione. “In queste ultime settimane – prosegue Alessio – mi sono adoperato per chiedere alle istituzioni preposte l’attivazione dell’ascensore al Museo archeologico di Aidone, installato circa 20 anni fa e mai messo in funzione È inaccettabile che dopo più di venti anni l’ascensore sia inutilizzabile. Ovviamente questo problema crea notevoli discriminazioni per i visitatori, soprattutto per le persone in carrozzina o con ridotte capacità motorie ma non solo, anche chi ha difficoltà di movimento temporanee o un’età avanzata che non permette di salire tre rampe di scale”. L’ascensore installato durante il progetto di riallestimento che ha visto chiuso il museo negli anni 2000 di fatto non è mai entrato in funzione. Ufficialmente non si sa il perché ma gira voce che non sarebbe stato portato a termine il collegamento telefonico interno per cui l’ascensore non sarebbe stato dotato di comunicazione di emergenza, obbligatoria per legge. “È inaccettabile – conclude Alessio- in un’era come la nostra, e in un museo che da due anni sulla stampa si dichiara attento all’accessibilità, la presenza di barriere architettoniche. Lo stesso accade a Morgantina, dove nel periodo estivo si svolgono importanti manifestazioni culturali dalle quali noi persone con ridotte capacità motorie rimaniamo da sempre esclusi, salvo che i nostri familiari facciano il possibile per garantirci l’accesso al teatro. Mi auguro che questo mio appello raggiunga chi ha il potere e la voglia di cambiare le cose, perché la cultura è di tutti, nessuno escluso”. L’accessibilità non riguarda solo il superamento delle barriere architettoniche, ma anche la leggibilità delle collezioni nei luoghi culturali. Nell’aprile 2022, il sito della regione Sicilia titolava:“Il Parco archeologico (Morgantina/Aidone Villa romana del Casale ndc) abbatte le barriere e diventa più accessibile” con le dichiarazioni dell’allora assessore Samonà che facevano ben sperare che finalmente fosse arrivato il momento anche ad Aidone di iniziare a pensare all’accessibilità, cominciando dal museo. Dichiarazioni che si sono concretizzate con l’installazione di un monitor in LIS, che sarebbe stato spento dopo qualche mese. Ora, Alessio si appella all’accessibilità nei luoghi di cultura, quella vera, e non di facciata.
Angela Rita Palermo

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