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A Caltanissetta responsabili OIM, International Organization for Migration, per progetto “Equi Health”

Organizzazione InternazionalMigrazioniGiovedì scorso il Sindaco, Michele Campisi, e il capo di Gabinetto, Rosa Giuseppa Frazzica, hanno incontrato i responsabili dell’OIM, International Organization for Migration, venuti da Bruxelles in Sicilia per sviluppare il progetto “Equi Health”.

“Equi Health”, partito a febbraio 2013, intende migliorare l’accesso e la qualità dei servizi di assistenza sanitaria, promozione della salute e di prevenzione rivolto agli immigrati, ai rom e alle altre minoranze vulnerabili, compresi i migranti irregolari. Il progetto, che durerà tre anni, si inserisce nella direttiva 2003/9/CE recante norme minime relative all’accoglienza dei richiedenti asilo e coinvolgerà, oltre all’Italia, anche Croazia, Cipro, Francia, Grecia , Malta, Spagna, Turchia e Portogallo. L’intenzione è quella di sviluppare e promuovere con gli attori del settore pubblico degli Stati membri del sud dell’Unione europea il dialogo multisettoriale a livello regionale e nazionale e indicare le priorità per il miglioramento delle infrastrutture e della salute dei migranti nei centri di detenzione.

I due funzionari dell’OIM, Roumyana Benedict, Regional Migration Health Advisor, e Giuliana Urso, Migration Health Officer, si sono recati al Comune di Caltanissetta, accompagnati dal funzionario del CEFPAS, Roberta Arnone, per raccogliere notizie riguardo la situazione locale. Il Sindaco, durante la discussione, ha evidenziato le criticità che vive il Comune rispetto a una situazione che si fa sempre più pesante, soprattutto per il continuo taglio dei trasferimenti economici da parte della Regione e dello Stato.

Caltanissetta è una città abituata a convivere con gli immigrati – ha commentato il sindaco Campisi – che oramai da molti anni ospita uno dei centri d’accoglienza presenti nell’isola. Però – ha continuato il primo cittadino – il fatto che il Governo centrale non definisca una legge che regolamenti in modo chiaro e univoco la materia, soprattutto rispetto alla compensazione degli oneri economici che i Comuni come Caltanissetta affrontano quotidianamente per fare fronte e risolvere i tanti problemi che inevitabilmente si vengono a creare, ci mette tutti in seria difficoltà.

L’Italia è un Paese che ha vissuto in prima persona il fenomeno dell’emigrazione – ha continuato il Sindaco – dal nostro Paese sono sempre partiti, alla volta dei territori più ricchi, milioni di connazionali che hanno creato valore aggiunto a questi Paesi. Muratori, falegnami, artigiani di tutti i tipi sono stati la ricchezza dei Paesi che hanno accolto gli italiani emigrati. Invece, purtroppo, per la stragrande maggioranza, gli emigrati che arrivano da noi, pur avendo in alcuni casi un titolo di studio, non hanno grandi professionalità e questo non fa altro che alimentare il disaggio di queste persone. Una delle cose che secondo me potrebbe essere fatta è istituire dei corsi di formazione ad hoc che facciano acquisire un mestiere che possa agevolarli nell’inserimento del mondo del lavoro. Mi piacerebbe – ha proseguito Campisi – organizzare un convegno con il Commissario della Comunità Europea, con i Sottosegretari e il Ministro competente, per discutere e affrontare la questione e, in questo, voi dell’OIM potreste aiutarmi. Mi auguro – ha concluso il Sindaco – che questo progetto che state portando avanti non si concluda con una mera indagine statistica fine a se stessa ma, invece, possa servire ad affrontare e risolvere i tanti problemi che il fenomeno sta causando.

I due funzionari venuti da Bruxelles hanno proseguito le loro consultazioni al Comune prima con l’Addetto Stampa dell’Ente, Pier Paolo Olivo, per conoscere la situazione riguardo le procedure utilizzate in materia di comunicazione e informazione istituzionale, per poi incontrare una delle responsabili del settore Solidarietà Sociale, Carmela Mancuso, con la quale hanno discusso di tutti gli aspetti squisitamente tecnici che ogni giorno l’Assessorato di riferimento è chiamato a fare fronte.

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