martedì , Settembre 27 2022

Liberi tutti

berlusconi alfanoPrima o poi sarebbe accaduto. Tirare troppo la corda vuol dire spezzarla. La lotta di resistenza messa in atto da Berlusconi ha condotto il suo partito verso la spaccatura. Un finale di liberazione reciproca era prevedibile e forse anche auspicabile per una prosecuzione dell’attività di Governo a passo spedito, senza diktat nè ricatti. Ora non ci sono alibi per poter andare avanti con le riforme.
Per la prima volta il figlio ha osato ribellarsi al padre/padrone ed è già marchiato di tradimento da fratelli e fratellastri. Le leggi della natura ci dicono però che il nostro tempo non è infinito. Per questo i padri allevano i figli. Se Berlusconi avesse messo da parte il proprio egocentrismo, tenendo conto anche dei guai giudiziari che lo destinano al tracollo politico, avrebbe salvato il suo gruppo mantenendolo forte e coeso. Un passo indietro avrebbe risolto molte cose. Di certo avrebbe salvato il suo buon nome uscendo di scena a testa alta da un passato glorioso, piuttosto che vedersi sbattere la porta in faccia e trovarsi a raccogliere i cocci di un partito frantumato. Sarebbe stato collante del gruppo e consigliere privilegiato. Avrebbe potuto guidare e indirizzare le idee fresche dei giovani, lanciandole verso il futuro. I cattivi consiglieri lo hanno invece accompagnato nella direzione sbagliata. Gli hanno giurato fedeltà assoluta, ma ad un prezzo troppo caro.
Non serve un vecchio nome di battaglia per fare proseliti. Meglio essere al passo con i tempi e affrontare le nuove sfide con nuove proposte. Finalmente qualcuno ammette che il capo non ha sempre ragione.

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