venerdì , Febbraio 26 2021

Il dovere di un giornalista è informare

Vivo la professione di giornalista come una mission. Il nostro Dovere è informare, verificando le fonti e stando attenti a non violare la privacy. Al tempo del coronavirus quando la gente deve essere informata, quando tutti i giornalisti italiani, quelli del nord, stanno dietro la notizia con dovizie di particolari, noi siamo in difficoltà. L’Asp, su indicazione dell’assessorato non fornisce più dati. O meglio, funziona così. Attendono la validazione dei tamponi dalle strutture autorizzate, dunque Catania o Palermo e solo dopo almeno un paio di giorni, se non di più questi vengono inseriti nella casistica regionale. La Prefettura non è deputata a fornire dati su contagiati, meno che mai la Polizia, e il Coc da solo dati su Enna. Così si scatenano i sindaci che scrivono su i social dei contagi e dei contagiati. E poi ci sono anche i privati cittadini, oggi un positivo al Covid di Nicosia, scrive cosi su facebook: “ È arrivato l’esito del tampone, è positivo! Io sto bene e sono in fase di guarigione, invito tutti coloro che sono stati in contatto con me, di isolarsi e chiamare il proprio medico”. Un contagiato di Nicosia affida a facebook il suo appello. Da giorni si attendono gli esiti ufficiali di almeno tre tamponi effettuati a tre cittadini di Nicosia così questo giovane ha deciso di comunicare a tutti la sua positività mettendo i guardia quanti lo hanno frequentato. Mentre i dati ufficiali rimangono spessi fermi, i sindaci affidano ai social le loro comunicazioni. E’ tutto un rincorrersi di numeri non confermati che impongono la nostra cautela ma anche una riflessione: sindaci e cittadini andrebbero informati. Mentre oggi Enna città registra la sua prima vittima.

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