martedì , Aprile 16 2024

Pure il terremoto ci voleva

Il 2020 ci ha regalato contagi, morti e disagi. La solitudine e la paura. La rabbia e la consapevolezza. La povertà e le sigle, che hanno connotato il linguaggio catodico e dunque comune. MES, DPCM, SarsCov-19, AIFA, OMS, ISS, PCS, PDI, RSA, R0 e RT e poi ancora PEC e SPID. E la DaD e il CTS. Il governo della trasparenza si è barricato dietro le sigle e gli acronimi brandendo numeri, percentuali e dati che servono all’occorrenza per impaurire o rassicurare.
Un anno difficile è stato questo 2020. Un anno che ancora ci regala emozioni e soprese. Un anno di imprevisti e prevedibilissime influenze stagionali. Un anno di virus e varianti del virus, di nemici e di untori.
La sanità pubblica ha mostrato tutta la sua fragilità al punto che manco il prevedibile ha previsto. La politica anche. E ieri sera mentre parenti e amici si salutavano, cenando insieme in attesa del nuovo lockdown, il terremoto. Una scossa di magnitudo 4.4 nella costa ragusana. L’epicentro è stato localizzato a 30 chilometri in mare tra Gela e Santa Croce Camerina. La terra ha tremato per una decina di secondi e il sisma è stato nettamente avvertito nel Ragusano, nel Siracusano e nel Catanese; in tutta Sicilia, molte persone hanno passato la notte fuori dalle proprie abitazioni, nei punti di raccolta, che in molti paesi esistono solo sulla carta e non sono adeguatamente indicati perché quest’anno l’inefficienza amministrativa non ci ha risparmiato niente. Fortunatamente Santa Croce Camerina non si è sbriciolata altrimenti la colpa sarebbe stata dell’abusivismo siculo e gli aiuti per la ricostruzione sarebbero andati alle verande delle rogolarissime baite del Nord.

Gabriella Grasso

Check Also

Bocciato il piano di riequilibrio per far uscire il Comune di Aidone dal dissesto finanziario

Aidone. Bocciato il piano di riequilibrio per far uscire il Comune di Aidone dal dissesto …

Lascia un commento