lunedì , Aprile 15 2024

Dall’incontro con i sindaci utili indicazioni per il forum sullo sviluppo delle aree interne ennesi e nebrodensi

Non c’erano tutti i sindaci dell’ennese al convegno on line organizzato da diverse associazioni con il supporto del Presidio partecipativo del patto di Fiume Simeto, che come coordinatore delle azioni di cittadinanza attiva delle associazioni del terzo settore ha una esperienza collaudata, e grazie alla generosa disponibilità di ViviEnna che l’ha trasmesso assieme ad altri social. Dei sindaci invitati, compresi i 20 dell’ennese, sono intervenuti quelli di Agira, Barrafranca, Capizzi, Catenanuova, Centuripe, Cerami, Nicosia, Pietraperzia, Regalbuto e Troina. L’argomento al centro della discussione, che si è protratta per due ore dal 21 alle 23, è stata di grande interesse per il futuro del vasto territorio in cui ricadono tutti e 20 i comuni di quella che una volta era la provincia di Enna e di un parte del versante meridionale dei Nebrodi: come attrezzarsi per cogliere l’irripetibile, e forse ultima occasione, che sono il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), Piano Sud 2030, Strategia nazionale aree interne (Snai) e ciclo 2021-2027 della programmazione dei fondi europei, per arrestare ed invertire la tendenza al declino di queste aree interne. Dagli interventi dei sindaci emergono con chiarezza alcune cose.
Innanzitutto la consapevolezza che questo territorio non si caratterizza solo per la sua fragilità geologica, che di per sé è una cosa seria, ma anche per la sua eccessiva frammentazione sociale e la scarsa capacità di aver voce, che è una cosa drammatica. I sindaci, nel loro lavoro di amministratori, sperimentano quanto sia difficile governare un comune con una dotazione di personale in età avanzata che non si rinnova da decenni per il blocco del turnover e dove mancano quelle figure professionali, nuove e tradizionali, per elaborare progetti e reperire fondi di finanziamento per realizzarli. Il Pnrr prevede delle linee di intervento per l’innovazione strutturale e la digitalizzazione della pubblica amministrazione, in particolare di quella comunale, l’aggiornamento delle competenze del personale ancora in servizio e l’assunzione di nuove figure professionali. C’è anche nei sindaci la consapevolezza che non ce la faranno da soli a cogliere le occasioni per lo sviluppo e la crescita delle loro comunità che queste nuove politiche per il territorio offrono. Ed è per questo che hanno manifestato l’esigenza di metter in capo uno strumento, che alcuni chiamano cabina di regia e altri agenzia di sviluppo, che li coordini e li aiuti nella progettazione. Avvertono l’esigenza di sperimentare una cooperazione amministrativa per il raggiungimento di obiettivi condivisi e creare delle coalizioni per dare più voce al territorio e definire una comune visione di quello che le loro comunità vogliono essere.

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