giovedì , Gennaio 20 2022

Enna. L’Avvocato del diavolo

      • L’AVVOCATO DEL DIAVOLO

Tanto tuonò che piovve… finalmente è arrivato il giorno in cui la Consigliera, la Consulente, la Portavoce, la Procuratrice, l’Avvocatessa, la grande elettrice del Sindaco Dipietro è diventata assessore al Comune di Enna.

E benché abbiamo avuto un tono spesso ironico, a volte critico nei suoi confronti (soprattutto nei confronti dei suoi comunicati-stampa e delle sue esternazioni) siamo contenti di questa nomina, perché – per dirla con il governatore della Campania De Luca – tranne due o tre in quella Giunta il resto è arte povera. E non stiamo offendendo nessuno, perché tutti penseranno adesso di essere nella ristretta cerchia degli esponenti di valore, e perché anche se povera è pur sempre arte.

Il neo Assessore Campanile non ha bisogno di presentazioni: il suo curriculum amministrativo risale almeno al 1998, quando divenne consigliere comunale per la prima volta. È stata già assessore al Comune per un anno nella Giunta Agnello ed Assessore alla Provincia di Enna, con il Presidente Salerno (toh chi si rivede). Dal 2015 ad oggi è stato Consigliere Comunale e principale esponente del partito di Dipietro.

La cosa strana è che continuerà ad essere Consigliere comunale anche dopo questa nomina.

La nostra ignoranza è proverbiale ma eravamo convinti che il Testo Unico sugli Enti Locali sancisse (art.64 TUEL) quella incompatibilità tra consigliere comunale e provinciale e assessore nella rispettiva Giunta, che è il caposaldo della cosiddetta Seconda Repubblica.

E invece non è così. Come ha spiegato anche su riviste specializzate Massimo Greco, la Sicilia ha sancito con una legge del 2011 che sono valide tutte le incompatibilità tranne questa: In sostanza, mentre un coniuge non può essere nominato assessore in presenza dell’altro coniuge eletto consigliere comunale, lo stesso consigliere comunale può fare invece anche l’assessore” scrive Greco.

Che questa norma sia addirittura anticostituzionale è un fatto che riguarda i giuristi, per noi borghesi e basso clero la verità è che la nostra isola fa parte ancora del Regno borbonico delle Due Sicilie.

Nella sua intervista di inizio mandato Il neo Assessore, da brava professionista, si è posta comunque il problema e “insieme al Gruppo Siamo Enna rifletterà sulla gestione del doppio incarico”.

Noi pensiamo che se la legge lo consente, non è detto che la cosa sia eticamente corretta, come continuano a pensare persino i commentatori sportivi quando vedono Renzi nel paddock di F.1 in Bahrein, ospite sempre dello stesso principe di bianco vestito.

Certo che qualcuno che in passato ha dovuto optare per l’una o per l’altra carica potrebbe seccarsi, ma questi non sono affari nostri, anche perché a memoria Campanile non è il primo esempio nel Cerchio magico della Giunta a mantenere il doppio incarico (ma può darsi che non siamo aggiornati).

Ma torniamo alla cronaca. L’Avv. Campanile sostituisce nelle deleghe la dott.ssa Motta, che ha fatto un po’ la Fornero degli asili nido comunali, tagliando tutto quello che altri volevano e prendendosene la colpa. Adesso la neo assessore, nel ringraziare la Motta-Fornero, le riconosce il momento difficile che ha dovuto affrontare. È per lo meno curioso e ci riempie di speranze a nome di molte mamme e di molte famiglie, che Campanile si ponga il problema di “approfondire se l’offerta che mettiamo in campo è adeguata alla domanda o se c’è necessità di ampliare o arricchire”. Del tipo non siamo sicuri delle scelte sconsiderate che abbiamo fatto.

Certamente dobbiamo dare atto (ma lo abbiamo fatto altre volte) dell’onestà intellettuale dell’assessore, che infatti non fa mistero di conoscere poco alcuni aspetti della sua delega. Brava.

Per il resto parla da Sindaco, ma questo già lo sapevamo. Auguri.

Q – G.L. Borghese

 

PS – A chi credeva che era tutta un’invenzione consiglio di dare uno sguardo al titolo del libro di Giuseppe Barcellona, “Q L’enigma del Messia”, Edizioni La Zisa.

Q è la quindicesima lettera dell’alfabeto italiano e la diciassettesima di quello latino ed è l’unica lettera che nella nostra lingua non si può leggere da sola, se non accompagnata dalla “u”.
In questa ottica Q è una lettera “singolare”, nel senso di particolare, unica, e “plurale” nel senso che non può stare da sola.
Q è pure il titolo di un romanzo scritto da quattro autori sotto lo pseudonimo multiplo di Luther Blisset, e che si definiscono “nucleo di destabilizzatori del senso comune”.
Q è dunque “plurale” anche in un senso più ampio. Lascerà di volta in volta a voi lettori informatici il compito di completare ed interpretare, secondo la vostra libera scelta o inclinazione politica, le provocazioni che vi verranno proposte dall’autore, un ennese che da lontano ma puntualmente segue, attraverso internet, gli eventi che travagliano questa terra.

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