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I Sindaci e il vizietto del 110

Il numero 110, diventato famoso in occasione delle recenti incentivazioni statali per la riqualificazione energetica dei fabbricati, è stato già usato (ed abusato) dai Sindaci nel tentativo di forzare il Testo unico degli enti locali (TUEL) che disciplina le modalità di reclutamento della dirigenza pubblica a tempo determinato. Una norma, tollerata dalla politica e da taluna magistratura, finalizzata a consentire ai Primi cittadini di scegliersi i dirigenti da incaricare nei diversi settori comunali a proprio piacimento, aggirando le regole del concorso pubblico invece prescritte dalla Carta costituzionale. Diffusi sono infatti i casi di incarichi dirigenziali affidati a candidati che non avevano ottenuto il miglior punteggio nella procedura selettiva e, in alcuni casi (brillano i Comuni di Enna e Caltanissetta, ironia della sorte), sono stati pure incaricati i candidati che avevano ottenuto il punteggio più basso. Da parte loro, i Sindaci si sono sempre difesi sostenendo che questa facoltà è riconosciuta dal legislatore anche ai Direttori generali delle Aziende sanitarie, abilitati a nominare i direttori di unità operative complesse tra i candidati ritenuti idonei e compresi nella terna selezionata, a prescindere dal punteggio ottenuto. E in effetti questa sorta di spoil system all’italiana, in cui il legislatore ha tentato di stiracchiare il più possibile il principio meritocratico sotteso al concorso pubblico, ha trovato ospitalità per tanto tempo anche nel mondo della sanità pubblica. Ma ad agosto è arrivato lo stop nel contesto della legge annuale per il mercato e la concorrenza, in cui è previsto che il Direttore generale dell’Azienda sanitaria procede alla nomina del candidato che ha conseguito il miglior punteggio.
Dopo avere riempito in questi anni le corsie ospedaliere di Dirigenti medici nominati secondo criteri “altri” e “diversi”, il legislatore è ritornato sui propri passi attraverso un’interpretazione costituzionalmente orientata. Ci aspettiamo che tale ripensamento contamini al più presto anche il mondo degli Enti locali, in cui il 110 è stato sostanzialmente utilizzato per mascherare veri e propri incarichi fiduciari in un settore delicato e vitale per il buon andamento dell’azione amministrativa qual’è quello della dirigenza pubblica. Alla domanda “come va?”, Cambronne avrebbe risposto: “Boccaccia mia”.
Massimo Greco

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