lunedì , Aprile 15 2024

Sicilia. Troppe insidie sul ritorno delle Province

In attesa di conoscere il responso della Corte costituzionale sull’impugnativa promossa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri avverso il lungo commissariamento dei Liberi consorzi comunali disposto dal legislatore siciliano previsto per i prossimi giorni, l’Assessore regionale alle Autonomie locali Andrea Messina si dice fiducioso sull’iter legislativo promosso dall’ARS per ripristinare l’elezione diretta degli organi negli enti intermedi. La fiducia del rappresentante del Governo Schifani, è irrobustita dalle rassicurazioni direttamente ricevute dal Ministro per le riforme costituzionali Calderoli e finalizzate ad incoraggiare un percorso che si muove in parallelo a quello attivato nelle aule del Senato della Repubblica. Il leit motiv che viaggia sui binari Roma-Palermo sembra essere lo stesso e cioè che gli organi di governo delle Province devono essere eletti direttamente dai cittadini così come avveniva prima della famosa riforma Delrio. A questo punto l’attesa decisione della Corte costituzionale sarà fondamentale per comprendere se l’ARS potrà prorogare ancora una volta gli attuali commissari dei Liberi consorzi comunali in attesa dell’annunciata controriforma. Se non dovesse farlo entro il 31 agosto, il Governo sarà costretto ad indire i comizi elettorali per l’elezione degli organi di governo col sistema di 2° grado. Su questo scenario istituzionale sembra non volersi tenere conto di quanto già deciso dalla Corte costituzionale in merito alla violazione diretta dell’art. 15 dello Statuto siciliano già sperimentata dall’ARS con l’introduzione dell’elezione diretta del Presidente del Libero consorzio comunale. Questione che abbiamo già avuto modo di illustrare, anche recentemente, in occasione del convegno sulle politiche di area vasta promosso all’Università Kore di Enna dall’ASAEL che ha visto la partecipazione anche dello stesso Assessore Messina. Il Prof. Salvatore Curreri, docente di diritto costituzionale, lo ha sottolineato nel suo intervento, affermando che non sarebbe bastevole l’abrogazione della legge statale Delrio e suggerendo all’ARS di modificare preventivamente l’art. 15 dello Statuto per scongiurare l’ennesima impugnativa. Alla domanda “Oggi come va?”, Lorenzo de’ Medici avrebbe così risposto, “Magnificamente!”.     
Massimo Greco

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